“Il viaggio di Halla” di Naomi Mitchison

Bentrovati cari lettori!

Il libro di cui vi parlerò oggi è “Il viaggio di Halla” (titolo originale Travel Light), di Naomi Mitchison, una fiaba dal sapore fantasy/classico, scritta dalla più intima amica e prima lettrice di Tolkien.

Link per l’acquisto: Il viaggio di Halla

Per molti anni i lavori della scrittrice e attivista scozzese sono stati per lo più ignoti al pubblico italiano, ma il 2020 ha visto grazie a Fazi, la sua comparsa, più che meritata, in libreria.

Protagonista della storia è Halla, figlia di un re che decide di abbandonarla nella foresta, cresciuta prima dagli orsi e poi dai draghi.

Ma il tempo dei draghi è finito ed Odino offre alla giovane fanciulla una duplice scelta, continuare a vivere come un drago accumulando tesori materiali o viaggiare leggera, protetta dal solo mantello del viaggiatore.

L’intera storia si fonda sullo scontro tra ciò che è reale e ciò in cui crediamo, spingendo il lettore ad aprire gli occhi su innumerevoli prospettive alla ricerca della verità: quando Halla trascorre del tempo con gli orsi, diventa un orso; quando viene istruita dai draghi, presume di essere un drago.

Il Dio del mondo di Halla è conosciuto come un Viandante, un essere che cammina costantemente tra culture, persone e mondi.

Di volta in volta, è la flessibilità – la sua capacità di parlare nuove lingue, o la volontà di capire gli altri – che aiuta Halla a sopravvivere nel suo lungo viaggio da Novrogod a Costantinopoli.

E molti sono gli interrogativi che la giovane si pone sul mondo e la sua essenza e molte sono le risposte che trova dentro se stessa e nelle vicende che si trova a vivere nel suo lungo viaggio, una ricerca del senso della vita che, sebbene alleggerita dallo stile semplice e dalla presenza di elementi fantastici, mi ha molto ricordato “Siddharta“ di Herman Hesse.

Lo stile della Mitchison è semplice e lineare, incisivo, con una prosa sobria ma non priva di sfumature emotive.

Sebbene sia una fiaba, la morale e i termini sono studiati anche per un pubblico più adulto spingendo lo sguardo sempre alla relatività dei termini e delle azioni; questo è un libro in cui il termine “eroe” è usato in senso peggiorativo, semplicemente per indicare una persona che si guadagna da vivere uccidendo e uccidendo.

La verità cambia in base a dove siamo e l’eroe uccide sempre qualcuno con una famiglia e amici. Halla è terrorizzata da loro, perché sono generalmente convinti che stiano facendo bene.

In questo modo fanno quasi sempre del male, dopotutto “a nessuna principessa è mai stato chiesto se voleva essere salvata e portata via da un ammazzadraghi”.

In conclusione posso assolutamente considerare questo libro come una gemma preziosa riscoperta e donata ai lettori, da custodire in una caverna piena di tesori, protetta da un grande e vanitoso drago!

IL MIO VOTO: 4,5/5

Classificazione: 4.5 su 5.

-Fe

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