Recensione: Macerie prime sei mesi dopo.

— ATTENZIONE LA RECENSIONE CONTIENE SPOILER—

Salve lettori oggi vi porto la seconda parte di macerie prime, ovvero macerie prime sei mesi dopo, potete recuperare il primo articolo qui , buona lettura.

 

Il mondo di oggi, per chi ha 30-40 anni, è un posto difficile.

Le certezze sono sempre meno, gli affetti sinceri sempre più un problema, la società sempre più invivibile e in generale la vita è un concentrato di ostacoli verso la felicità.

 

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Con questa premessa seguiamo la storia dei vari amici di zero che dopo essersi lasciati affrontano le loro incertezze le loro paure nell’ affrontare, l’oramai inevitabile vita adulta.

Chi è diventato padre, e si ritrova catapultato in una nuova esperienza piena di difficoltà, chi non si sente realizzato e chi si rassegna al fatto che oramai non ha più “l’età” per fare progetti a lungo termine.

Il tutto contornato dal personaggio di zero che si ritrova immerso in una corsa solitaria in cerca di una qualche stabilità, il tutto condito con le classiche analogie che l’autore ci ha abituato a vedere nelle sue opere

 

Non è certo la prima volta che l’autore romano si addentra tra sue le paure e le sue ansie più profonde: in particolare, con queste pagine torna su quel solco aperto con Dimentica il mio nome, che in seguito ha preso una forma ben definita grazie a Kobane Calling

Macerie prime, nel suo insieme, porta la metabolizzazione di un lutto a un livello diverso, come se il lettore fosse davvero in mezzo alle macerie, proprio come tutti gli altri.

Pur non esente da piccoli difetti , su tutti i cali di ritmo,  un po’ alto e un finale da cui ci si poteva aspettare qualcosina di più, date le premesse , questa storia mette in luce le due caratteristiche chiave della poetica di Zerocalcare: la fortissima empatia nei confronti del prossimo, dal famigliare al semplice conoscente, un’arma a doppio taglio che troppo spesso esige un prezzo molto caro; e la sua capacità di raccontare, a metà tra narrativa e divulgazione, i pensieri complessi in forma semplice ma non semplicistica.

Tra le tante storie proposte dall’autore nel corso degli anni, risulta facile pensare che Macerie prime, nel suo complesso, sia la più onesta e schietta, con tutte le sue contraddizioni e i suoi “momenti morti”.

Per questo motivo, Sei mesi dopo è sì indirizzato a chi è curioso di scoprire il finale della storia aperta lo scorso novembre, ma rappresenta soprattutto uno degli spaccati più intimi e personali che Zerocalcare abbia mai offerto ai propri lettori.

-Tato Nerd-

 

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