Recensione Soul Eater-Manga

Salve lettori oggi vi porterò alla scoperta del manga di punta del sensei Atsushi Ōkubo ovvero Soul Eater.

Lo Shinigami (dio della morte), ha istituito una scuola nella quale istruire armi (ragazzi e ragazze in grado di assumere la forma di armi d’ogni genere) ed artigiani (ragazzi e ragazze in grado di maneggiare queste armi), insegnando loro come perfezionarsi nel combattimento, incrementando il loro potere e sincronizzando le lunghezze delle loro anime al fine di difendere la pace che regna del mondo di Death City dalle Streghe, amanti del caos e, soprattutto, dal Kishin, la pericolosissima reincarnazione della follia, in grado di portare ovunque distruzione.

Secondo ma non meno importate obiettivo degli studenti è quello di far evolvere le loro armi nella loro forma finale rendendole delle Death Schyte, cosa possibile unicamente facendo divorare loro novantanove anime di umani malvagi e, come centesima, quella di una strega.

Tra i tanti studenti ve ne sono sette in particolare: la diligente artigiana Maka, accompagnata all’arma Soul (una falce), un ragazzo cinico ma molto maturo per la sua età; il megalomane assassino Black Star, ultimo discendente di una stirpe di temuti assassini insieme alla passiva Tsubaki, un’arma che discende da un prestigioso casato in grado di assumere varie forme, e il nevrotico ma umile Kid, figlio dello Shinigami ossessionato dalla simmetria è come armi impugna le sorelle Thompson, (due pistole) che un tempo vivevano a Brooklyn come vagabonde di strada.

Partendo da sinistra abbiamo :Maka,sorelle Thompson, Kid, Tsubaki,  Black Star,Soul.

Il mondo di Soul Eater è popolato da tantissimi personaggi veramente molto originali ed unici del loro genere sia tra i buoni che tra i cattivi, e qua spicca la bravura del maestro Ōkubo, che nonostante il cast variegatissimo riuscirà a dar spazio a tutti loro, sottolineandone pregi e difetti.

La storia viene divisa in varie fasi, durante le quali assisteremo, passo dopo passo, alla crescita fisica e psicologica dei vari ragazzi e spesso anche dei loro insegnanti, vedendo il loro percorso da ragazzini alle prime armi ad adolescenti ben coscienti dell’importanza del ruolo che rivestono.

I dialoghi sembrano adattarsi perfettamente ai personaggi, ognuno con il proprio slang o modo ricercato di parlare, e la storia, sebben con qualche alto e basso, si mantiene avvincente fino alla fine, per concludersi con un finale ricco e in parte inaspettato.
I punti deboli di questa storia sono pochi, ma difficili da ignorare.

I dialoghi a volte sono difficili da seguire e vengono inserite parolacce a caso,altra piccola pecca riguarda la saga finale.

Apprezzo tanto lo sforzo e l’impegno di Ohkubo di voler far muovere fino alla fine tutti i personaggi da lui creati, ma il risultato è un’accozzaglia di combattimenti confusionari che non trasmettono alcun sentimento, e parti della storia che sarebbe stato bello approfondire terminare la loro utilità nel giro di poche pagine mentre invece vengono lasciate in sospeso.

Finale sì imprevedibile, ma in parte discutibile.
Soul Eater resta comunque un manga pronto a soddisfare le richieste di molti lettori, offrendo personaggi davvero ben realizzati e presenti sul campo di battaglia fino alla fine, una trama particolare e piena di dettagli e una visione della follia che diverte, in parte spaventa, e suggerisce riflessioni, certo, c’è qualche pecca, ma vale davvero la pena di darvi una possibilità.

Giusto per citare esiste anche uno spin off del manga. ovvero Soul Eater not!

Ma sinceramente mi sento di sconsigliarlo vivamente.

-TatoNerd-

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