Review Party La Città di Ottone di S.A. Chakraborty

Titolo: La città d’ottone Autore: S.A. Chakraborty

Genere: Fantasy     Data di pubblicazione: 16 Giugno 2020

Editore: Mondadori Collana: Oscar Fantastica

Numero di pagine: 528  Prezzo: Cartaceo € 22,00; Digitale €9,99

Link acquisto: La città d’ottone

Ben ritrovati cari lettori!

Quest’oggi ospitiamo la tappa del Review Party del libro “La Città di Ottone”, il primo libro della trilogia di S.A. Chakraborty.

Colgo l’occasione per ringraziare la Mondadori per avermi concesso di leggere e recensire in anteprima questo libro, ed il blog Eynys Paolini Books per aver organizzato questo Review Party .

La Città di Ottone viene raccontato al lettore con due fili narrativi inizialmente distaccati: Quello di Nahri, la protagonista del romanzo, una ragazza all’apparenza come tante altre che vive al Cairo grazie a chiromanzie e fantomatiche guarigioni

(abilità in realtà utilizzate per truffare i ricchi nobili), e quello di Alì, principe della città di Daevabad, che inizialmente si presenterà come un ingenuo credulone ed un “peso” per gli affari di suo padre, nonchè re di Daevabad, Ghassan.

Le due storie inizieranno a combaciare dopo che Nahri per difendersi dagli Ifrit,una sera evoca incosciamente ed in modo rocambolesco Dara, un burbero Jinn guerriero,

che le rivelerà di dover andare verso la città segreta di Daevabad, perchè lì potrebbe ritrovare le sue vere origini, oltre al fatto che con i suoi poteri incontrollati non può essere più al sicuro al Cairo .

“Un guerriero. Oh, per l’Altissimo…”Stava cercando lei. Era Nahri che l’aveva evocato”

Il turbolento viaggio li porterà dopo lunghe peripezie nella città di Daevabad, ma non tutto andrà come sperato da Dara.

Nahri infatti viene proclamata dal re Ghassan come figlia di Manizhen,

una potente Nahid guaritrice, presa sotto custodia dalla vecchia Nisreen per poter imparare le arti mediche, ed ospite a tempo indeterminato all’interno del castello.

Per Dara invece non verrà riservato lo stesso trattamento, complice il suo oscuro passato prima di diventare un Jinn, anche se per volere di Nahri

non gli può essere torto un capello.

Ed è qui che Nahri ed Alì si incrociano per la prima volta, e nonostante il principe sia uno dei primi ad andare contro la decisione del padre di accogliere la fanciulla a castello, salvo poi ricredersi stringere con lei una solida amicizia,

tanto da insegnarle l’uso della magia del fuoco ed a insegnarle a leggere.

“Muntadhir aveva ragione: gli piaceva davvero l’intelligente Banu Nahida, perchè per lui le sue continue domande e le brusche risposte erano una sfida strana e deliziosa”

Nonostante l’atmosfera di apparenza cordialità in realtà la miccia è pronta a scoppiare, e le conseguenze per Nahri, Dara ed Alì saranno catastrofiche.

Devo dire che per me non è stato affatto semplice come lettura,

specie nella prima parte del racconto che, complice le continue narrazioni storiche e dinastiche descritte minuziosamente in cui è ambientato il racconto, ho trovato decisamente confusionario.

Mi ci è voluto un bel po’ di tempo ( e di pagine) per riuscire a capire dove volesse realmente arrivare alla storia,

e quali collegamenti ci fossero tra le tribù ed i personaggi raccontati.

Il difetto riscontrato è quindi paradossalmente, una troppa minuziosità nella descrizione di ogni singola situazione, che in certe situazioni è risultata a mio parere un po’ eccessiva.

Fortunatamente la seconda parte del libro, una volta che si è riusciti a capire i vari legami,

risulta molto più avvincente e scorrevole e si riesce ad arrivare alla conclusione della lettura con molta disinvoltura.

La costruzione dei personaggi è ben articolata, ed ognuno di loro presenta delle caratteristiche peculiari.

Tra i personaggi principali della storia il mio preferito è sicuramente Alì.

A mio parere Alì è colui che compie una crescita personale più evidente nel corso delle pagine, mentre per Dara non posso esprimermi troppo per evitarvi spoiler,

ma ho trovato i suoi comportamenti piuttosto lunatici.

La scrittura mi è sembrata piuttosto articolata, e si adatta bene allo stile del libro.

Un’altra nota sicuramente positiva del libro sono le ambientazioni, che ho trovato a dir poco fantastiche.

Il difetto che ho trovato nella prima parte del libro, ovvero l’aver descritto ogni cosa più del necessario, si rivela in realtà un pregio per la descrizione dell’ambientazione.

Infatti, grazie all’accuratezza che vi ha dedicato l’autrice, è molto facile riuscire a carpire le essenze magiche ed esotiche che solo l’Egitto riesce a regalarti.

Si nota con evidenza che la Chakraborty ha messo tutto l’impegno possibile per scrivere al meglio delle sue possibilità “La Città di Ottone”,

che le è costato sicuramente innumerevoli ricerche sulla cultura araba del XVIII secolo,

vista la grandissima attenzione che ha posto anche ai più piccoli dettagli descrittivi del libro.

Concludendo, posso dire che nonostante le difficoltà iniziali che ho riscontrato,

questo fantasy si è rivelato all’altezza delle mie aspettative,

complice anche i colpi di scena finali che l’autrice ci ha dato.

Non è sicuramente una lettura facile e scorrevole, ha bisogno di una lettura seria ed attenta per non rischiare di perdersi dei dettagli importanti, ma posso assicurarvi che complessivamente è un libro che vale la pensa di leggere.

Un consiglio che posso dare a chi avrà modo di approcciarsi a questo libro,

è di cercare il glossario prima di iniziare la lettura, così da potervi fare subito un’idea di tutte le terminologie contenute nel libro,

così da evitarvi tremendi mal di testa!

VOTO FINALE: 3,5/5

Classificazione: 3.5 su 5.

Si conclude qui la nostra recensione!

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Se invece volete leggere altre recensione a tema fantasy, basta cliccare qui

Noi ci vediamo alla prossima recensione.

A presto!

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