Review Party “Middlegame” di Seanan McGuire

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Ben ritrovati cari lettori!

Quest’oggi ho finalmente il piacere di potervi parlare di un libro per il quale avevo alcune perplessità iniziali e che invece ho finito per amare.

Sto parlando di Middlegame di Seanan McGuire ed edito in Italia da Mondadori,

che ringrazio per avermi permesso la lettura in anteprima del libro.

Protagonisti delle vicende sono due ragazzi all’apparenza normali, di nome Roger e Dodger

( Se ve lo chiedete questi due nomi sono stati appositamente scelti simili per i fini della trama).

Roger vive con la sua famiglia adottiva a Cambrige, ed è un bambino prodigio per tutto ciò che riguarda grammatica e letteratura,

anche se compensa le sue brillanti abilità con uno scarso amore per la matematica.

Dodger invece vive a Palo Alto, ed anche lei è stata adottata,

solo che a differenza di Roger la bambina spicca a scuola per le sue doti matematiche, ma non per quelle grammaticali.

Insomma l’uno compensa le mancanze dell’altro, e sembra quasi che qualcuno abbia appositamente creato appositamente due pezzi della stessa medaglia.

Ed infatti è proprio così.

I due infatti non sono dei normali bambini, ma il frutto degli esperimenti di Reed, un folle alchimista che mira, assieme alla sua assistente Leight,

a risvegliare la Dottrina, attraverso la quale poter raggiungere ” La Città Impossibile”, cosa che gli consentirebbe di avere il totale controllo del mondo.

La Dottrina è stata divisa in equal misura ed inserita all’interno di tra coppie di bambini,

donando ad uno dei due tutte le conoscenze matematiche e all’altro tutte quelle riguardanti la letteratura,

e la sua crescita e maturazione viene controllata da Reed tramite l’astrolabio, un complesso marchingegno alchemico creato dalla maestra di Reed, Asphodel.

Solo una delle coppie riuscirà a manifestare la “Dottrina” nella sua completezza,

ma a differenza degli altri bambini prescelti nè Roger nè Dodger conoscono le loro vere origini ed il loro possibile destino,

poichè sono stata l’unica coppia fatta uscire dal laboratorio per vivere come dei bambini normali, fino alla loro eventuale manifestazione.

Ed infatti la vita dei due ragazzi procederà in modo tutto sommato tranquillo, fino a quando tra i due involontariamente si instaurerà un rapporto mentale,

che gli permetterà di comunicare tra di loro, nonostante le migliaia di chilometri che li divide fisicamente.

La Dottrina si sta risvegliando nei due ragazzi, e dopo questo evento la vita dei ragazzi sarà lentamente destinata a cambiare per sempre.

La bellezza di questo libro sta nel fatto che nonostante si facciano continui riferimenti ad alchimia, formule matematiche e concetti complessi,

in realtà non si manifesta alcun tipo di difficoltà nella lettura.

La storia è complessivamente intrigante e coinvolgente, ed i colpi di scena sono assicurati e pensati con maestria dalla McGuire.

La trama è ben articolata, ricca di personaggi ed eventi, ma si riesce a tenere bene il filo, complice anche la narrazione da più punti di vista

( metodologia narrativa sempre più utilizzata e non apprezzata da alcuni lettori, a causa della probabilità che questo stile narrativo “spezzi” la storia e renda tutto più confusionario)

sia dalla prospettiva di Roger e Dodger, che da quello di Reed in modo da riuscire ad avere un’ottica completa e dettagliata degli eventi principali.

Oltre alla trama principale del libro, evidente come l’autrice abbia voluto sottolineare all’interno di Middlegame una tematica piuttosto attuale, purtroppo.

Infatti attraverso i personaggi di Roger e Dodger viene più volte ripreso il concetto di “diversità” e paura del diverso;

essendo entrambi dei geni, anche se in ambiti diversi, sin da piccoli sono stati sempre evitati dagli altri bambini, facendo sì che Roger,

ma soprattutto Dodger non avessero alcun tipo di rapporto interpersonale al di fuori di quello con i propri genitori e con loro stessi.

Dodger è sicuramente quella che tra i due manifesta di più le conseguenze del non avere amici oltre a Roger,

tanto che arriverà a compiere un’azione sconcertante per colpa dei suoi complessi di inferiorità cresciuti sempre di più nel corso degli anni.

Middlegame, come vi avevo accennato all’inizio, aveva intimorito anche me, ma sono bastate le prime pagine per capire che mi ero sbagliata.

Sicuramente è un libro che, viste le tematiche trattate, possa risultare ad un primo occhio piuttosto complesso e di difficile comprensione,

e credo che nonostante tutto non sia un libro adatto ad ogni tipo di lettore,

ma posso assicurarvi che tutte le cose che ho scritto all’interno di questa recensione le troverete all’interno del libro descritte in modo da riuscirle a comprendere senza avere alcun giramento di testa.

Se devo pensare ad un difetto, credo che lo si possa ricercare nella lunghezza complessiva dell’opera.

Seppur tutto il libro scorra con scioltezza, credo che sarebbe ugualmente venuto fuori un ottimo prodotto anche con qualche pagina di meno.

In alcune occasioni a mio parere l’autrice è stata un po’ troppo prolissa,

soffermandosi più del dovuto su questioni che si sono poi rivelate superficiali sia per la trama principale che per le piccole sottotrame.

Altro dettaglio che invece avrei voluto approfondire di più sono le figure di Reed e Leight, perchè nonostante abbiano parecchie pagine a loro dedicate,

avrei preferito sapere qualcosa di più su alcuni eventi del loro passato, che invece ricevono solo alcune brevi spiegazioni.

Sarebbe stata la ciliegina sulla torta di un libro che complessivamente lascia ben poco all’immaginazione.

Se amate avventurarvi in storie folli ma che abbiano delle basi “reali”,

ed amate libri ricchi di colpi di scena e di vicende complesse ma complessivamente ben descritte, allora mi sento di consigliarvi vivamente la lettura di Middlegame.

VOTO FINALE: 4,5/5

Classificazione: 4.5 su 5.
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-Ery

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