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RP ” I pirati dell’Oceano Rosso”

Bentrovati amici lettori!

Come vi avevo anticipato nella recensione de “Gli Inganni di Locke Lamora” (se non l’avete già letta siete ancora in tempo a recuperarla qui), oggi insieme alle mie compagne di avventura del Review Party vi parlerò del secondo volume della saga dei Bastardi Galantuomini, ovvero “I pirati dell’Oceano Rosso“.

Prima di continuare la recensione, vi ricordo che abbiamo creato una sezione con i nostri consigli per i regali di Natale a tema libri e fumetti, che potete trovare qui.

Link per l’acquisto: I pirati dell’Oceano Rosso

Lasciataci alle spalle una Camorr ormai non più ospitale per Locke e Jean, ritroviamo i nostri Bastardi a vivere nuove e pericolosissime avventure tra Tal Verrar e il Mare d’Ottone, permettendoci di ampliare la nostra conoscenza geografica del mondo creato da Lynch, un mondo che come le sue storie e le truffe architettate dai Bastardi si interseca e si intriga in delle dinamiche di sottile e astuta politica economica che strizza l’occhio al reale mondo moderno.

Anche in questo secondo volume fulcro della vicenda è una truffa, un colpo grosso a Peccapicco, il più grande casinò della città, che permetterebbe a Locke e Jean di costruirsi una nuova vita addirittura priva dell’ebrezza del furto.

Ma nulla va secondo i piani e la salita sui lussuosi e appariscenti Gradini d’oro si rivela piena di insidie che neppure i scaltri Mastro de Ferra e Mastro Kosta (le nuove identità dei due) riusciranno ad evitare!

Coinvolti in una spirale di truffe concatenate tra di loro e architettate da poteri diversi i nostri ladri preferiti si trovano al centro di una serie di doppi giochi che li porta addirittura a navigare per mare come capitani di una ciurma di pirati!

I pirati, beh adesso penserete, leggendo il titolo, che il coinvolgimento dei pirati in questo libro sia alquanto ovvio e prevedibile; in realtà essi vengono inseriti nella storia solo dopo la metà del volume quando Locke e Jean, per far si che il piano dell’Arconte di Tal Verrar, Stragos, vada avanti e assicurarsi l’antidoto al veleno latente che egli gli ha somministrato con l’inganno, sono costretti ad apprendere le arti della navigazione e divenire capitani di una ciurma di pirati.

Se sulla terra ferma i due sono abili manipolatori e maestri del bluff, in mare aperto incontrano numerose difficoltà che li porterà ad affrontare naufragi, tempeste e ammutinamenti, ma anche nuovi personaggi che gli renderanno la vita di mare più piacevole e interessante.

I pirati di Lynch sono ben costruiti, si fanno amare dal lettore, sono crudi e volgari, ma immensamente accattivanti.

L’Orchidea Velenosa e la sua ciurma ci fanno affezionare immediatamente a questo mondo marinaresco in cui finalmente, dopo il fantasma di Sabetha che ci accompagna anche in questo volume, troviamo un personaggio femminile forte e ben costruito.

Come per il primo, pure il secondo volume ci narra la storia alternando il presente e il passato, aiutandoci a colmare i due anni di buio trascorsi tra la fine delle vicende degli Inganni e l’inizio delle nuove avventure.

Ancora una volta ho trovato il sistema di flashback estremamente funzionale alla comprensione del racconto, delle nuove identità di Lamora e Tannen e anche sul come si ritrovano coinvolti nell’Affare Peccapicco.

Lo stile di Lynch muta leggermente, meno dispersivo sulle descrizioni dei luoghi (seppur percepiamo un notevole cambiamento tra l’umida e a tratti tetra Camorr e l’esotica costa orientale) e molto più concentrato sulla psicologia dei personaggi e delle vicende, costruite su incastri d’inganno prima di tutto mentali.

E sono proprio questi intrighi, queste circonvoluzioni di pensieri e pianificazioni che tengono il lettore incollato alle pagine, obbligandolo a sfogliarne una dopo l’altra ad oltranza per cercare di sbrogliare il filo che concatena tutti gli attori protagonisti delle vicende.

Il finale è assolutamente “wow”, una porta aperta che non può far altro che spingere compulsivamente alla lettura del terzo volume, di cui parleremo il 29!

A presto, e che il Disonesto Tutore vi protegga sempre!

Ringrazio OscarVault Mondadori per avermi dato la possibilità di leggere “I pirati dell’Oceano Rosso”, di cui potete leggere altri pareri sui blog delle mie colleghe elencate qui sotto:

-Non solo libri

-Fenice fra le pagine

-Hope and paper

-Il mondo di sopra

IL MIO VOTO: 4/5

Classificazione: 4 su 5.

-Fe

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