SHADOWHUNTERS – CITTA’ DEL FUOCO CELESTE

Salve amici e buon Natale! Le feste non ci fermano e, dopo gli inconvenienti libreschi degli ultimi periodi eccoci finalmente con la recensione dell’ultimo capitolo della saga Shadowhunters, Città del fuoco celeste.

Avevamo lasciato Jace, liberato dal legame con Sebastian, alle cure di fratello Zaccaria e il mondo degli Shadowhunters oppresso dalla promessa di ritorno del figlio di Valentine.

Una volta guarito il giovane Cacciatore, comincia una serie di lezioni di yoga con Jordan affinché possa imparare a controllare il fuoco celeste che ora inonda le sue vene e riprende tranquillamente la sua relazione con Clary.

Tutto sembra scorrere normalmente fino al momento in cui i nostri amici vengono richiamati all’Istituto e vengono informati da Marise che Sebastian ha attaccato vari istituti trasformando i loro abitanti in ottenebrati.

Tra questi istituti vi è quello di Los Angeles, gestito dai Blackthorn. Tutti gli Shadowhunters si trasferiscono ad Idris, pronti a combattere nuovamente Sebastian: i Lightwood prendono alloggio dai Penhallow, mentre Jocelyn, Luke e Clary si stabiliscono nella casa di Amatis. Dopo una lunga riunione del Consiglio Jace e Clary fanno la conoscenza di Emma Carstairs, unica sopravvissuta, insieme ai fratelli Blackthorn, dell’attacco all’Istituto di Los Angeles.

La ragazzina, a cui certo non manca il coraggio, consiglia a Clary di comprare una spada. La ragazza si reca in un’armeria e riceve dalla commessa Eosforos, la seconda spada dei Morgenstern.

Sebastian intanto attacca la Città di Diamante con i suoi ottenebrati e sconfiggono l’esiguo esercito di Shadowhunters che era stato chiamato a contrastarlo; Jace rimane ferito in uno scontro con Sebastian e, involontariamente, brucia fratello Zaccaria con il fuoco celeste, ridonandogli, si scoprirà poi, la forma umana.

A New York Simon viene rapito da Maureen, salvato da Santiago e condotto ad Alicante mentre Maia assiste all’assassinio di Jordan da parte di Sebastian ed è costretta a difendersi per mantenere il ruolo di capobranco al posto di Luke.

Ad Alicante Meliorn, rappresentante del popolo fatato, invita ad una cena tutti i rappresentanti dei Nascosti, cena che si scopre essere una finta per rapirli e condurli ad Edom, scoprendo così il tradimento del popolo fatato nei confronti del Conclave.

Emma suggerisce a Jace, Clary, Izzy e Alec di intendere Edom non come l’inferno, ma come un vero e proprio luogo e così Alec scopre che si tratta di un regno demoniaco governato da Lilith e Asmodeo.

I ragazzi costringono la regina Seelie ad indicargli la strada per Edom e, dopo innumerevoli demoni sconfitti, Jace e Clary trovano Sebastian mentre gli altri vanno alla ricerca dei rappresentanti dei Nascosti.

Clary accetta di seguire il fratello, ma in realtà si tratta di una farsa, in quanto non appena le è possibile lo trafigge con Eosforos in cui ha precedentemente trasferito il fuoco celeste di Jace.

Sebastian muore e con lui tutti gli Ottenebrati, ma chiude tutti i passaggi per uscire da Edom. Magnus Bane è così costretto a chiedere aiuto a suo padre Asmodeo che in cambio della loro libertà chiede di lasciargli la sua immortalità.

Ad offrirsi come sacrificio è Simon, che insieme all’immortalità perderà ogni ricordo del mondo invisibile, Clary compresa. Tornati ad Alicante tutto sembra tornato alla normalità, tranne che per la mancanza di Simon, che però grazie all’aiuto di Magnus, Clary e Isabelle, comincia a riacquistare la memoria…

E con questa si conclude la saga di The Mortal Instrument di Cassandra Clare, una saga che ho amato e che mi ha coinvolto in pieno, tanto che mi è difficile stabilire chi è il mio personaggio preferito.

-FairFe-

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