Vincitore Condilibri Luglio:Le Lacrime di una madre, di Francesca de Angelis

Bentrovati a tutti,per il Condilibri di Luglio,che aveva come tema “il rapporto tra uomo e natura” vi proponiamo il bellissimo racconto vincitore,vale a dire“Le lacrime di una madre, sono le lacrime di Dio” di Francesca de Angelis.Buona lettura!

gnu

Bimbo Mio,

Ti presentai al mondo un mattino d’inverno. Era il tempo in cui il confine tra la realtà e mito era labile come una ragnatela appena intessuta. Il vento infuriava da Est recando con sé la purezza e la giustizia delle torri del creato, Il fuoco scoppiettava a Sud, elogiando i sensi, ad Ovest il dio dei mari emerse dalle acque cristalline, volgendo il capo verso gli astri appena uscite dalla fornace cosmica. A Nord i miei piedi giovani e forti, appena usciti dalla lava impetuosa battevano sentieri sconosciuti. La brezza accarezzò la tua pelle morbida e levigata dalla regina delle rose. Il cielo si fece bianco per salutare il tuo cuore che emetteva il primo battito, si fece azzurro per darti la luce degli occhi, violetto per cullarti in un letto di piume di cigno e nero per agevolare il tuo sonno. Temevi l’oscurità, così una trapunta di stelle dorate fu il tuo primo dono. Pregai la Luna di vegliare sul tuo sonno, ed ella mi assecondò coinvolgendo anche il suo sposo il Sole, perché nutrisse i campi, facesse germogliare i fiori, accogliesse gli animali con cui avresti vissuto in armonia. Il mare ribolliva di gioia, le conchiglie danzavano, i delfini giocavano, le creature del mare innalzarono un coro di speranza, per celebrare la nascita di colui che avrebbe modellato e cambiato il mondo in bellezza. suprema.

Fu Uomo, questo il mondo che partecipò ai tuoi primi vagiti.

Ma cosa cambiò?

Mai lo scoprì, ma ne portai le ferite, come ogni madre dopo di me.

Il confine si ruppe, una ferita prese a pulsare recando ad ogni battito un deserto di morte, sangue e dolore. Il vento si intossicò, crollarono le torri dell’Est, fuggirono colombe, rondini, farfalle e piume di cristallo. Il fuoco divampò e bruciò i campi, le montagne e gli alberi che in esse trovano riparo. L’acqua inondò valli e campagne, il grano, un tempo portatore di vita ed innocenza, sparì inghiottito dalla terra umida. Io piansi, piansi e piansi, figli, nipoti, uomini e donne, animali e piante per ognuno dei miei figli un tumulo corrispondente. Vidi la dea della Morte, ingozzarsi di carne sempre più giovane, che si deposita senza sosta ai piedi del suo trono di ossa e scheletri polverosi. La Luna si tinse di sangue, Il Sole morì di fame, le stelle si spensero, sopra di te solo oscurità immutata, buchi neri in un cielo agonizzante. Liquido amniotico velenoso che reca in sé una scia infinita di putrefazione abissale. Figlie e figli di morte camminano con i loro piedi già stanchi alla prima pulsazione, lungo il mio corpo martoriato.

Figlio ascolta la mia supplica, Salvati e Salvami,

Trasfigurati

Aiutami

Tua madre, la Natura

gnu

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